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Aria di novità: Maschere in Musica debutta il giovedì sera

Si sa, il Carnevale di Ivrea è storia e battaglia, con un canovaccio che non lascia troppo spazio a novità che non siano nel solco della tradizione. In tutto il resto d’Italia le maschere sono il simbolo stesso del Carnevale e rappresentano parodie dell’uomo allo scopo di creare caos e rumore per scacciare le tenebre dell’inverno e accogliere la primavera. Gianduja, Arlecchino o Pulcinella hanno un significato molto forte nelle loro città. Ma non ci sono solo le maschere tradizionali. Carnevale è anche il momento in cui la gente comune scatena la propria creatività e trova ispirazione da personaggi più o meno reali per creare una proprio personalissimo travestimento che consenta di essere per poche ore altro da sé, trovando nella libertà di espressione e nel gioco un modo per uscire dalla routine quotidiana e fare festa.  A Ivrea, invece, le “maschere” sono i caschi di cuoio indossati come protezione dagli aranceri sui carri. È anche un urlo di battaglia: si urla “maschere” poco prima di entrare in piazza per chiamare a raccolta i propri compagni e caricarsi nel momento in cui si stanno per affrontare centinaia di avversari agguerriti. In passato solo i bambini, quando non preferivano indossare le casacche della loro squadra di aranceri del cuore, potevano essere visti con una maschera da Zorro o da principessa. Tutto questo fino al 1984 quando un gruppo di amici riuniti intorno a Pierluigi Marta ruppe questa tradizione e sdoganò le maschere anche a Ivrea.

L’idea era chiara: Carnevale è un momento di trionfo della spontaneità e anche di caos in cui il protagonista è il popolo. Una piccola rivoluzione, ma accolta di buon grado sia dall’allora Comitato Organizzatore sia da una cittadinanza entusiasta che uscì dai rigidi schemi del nostro Carnevale per indossare i travestimenti più strani, anche se solo per una notte. Gli Amis ad Piassa dla Granaja, così si chiamarono, diedero vita a una festa in maschera che trovò spazio nella sera del Giovedì Grasso, proprio nel giorno che nella tradizione rappresenta uno dei momenti più solenni, con il passaggio dei poteri al Generale e la calzata del berretto frigio. Negli anni la festa è cresciuta con un’attenzione sempre maggiore alla costruzione delle maschere, senza regole e tabù e con l’unico scopo di fare festa. Per molti giovani il giovedì sera ha sempre rappresentato l’inizio delle danze, una sorta di “warm-up” prima di affrontare le fatiche del sabato sera e della battaglia, con pochissime ore di sonno e tanto vin brûlé nel corpo. Ben presto Piazza Ottinetti, da cui tutto nacque, non bastò più e il popolo in maschera iniziò a riversarsi con allegria nel resto del centro storico. Oggi, a distanza di 35 anni gli Amis, come vengono chiamati con affetto dai più, cedono il passo. Troppi gli sforzi e i costi organizzativi da affrontare, soprattutto per rispettare le nuove normative del Piano Sicurezza. Continueranno a organizzare la festa dedicata ai bambini in Piazza Ottinetti il giovedì pomeriggio, mentre la sera sarà la Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea a raccogliere il testimone e organizzare una festa che da quest’anno si chiamerà “Maschere in Musica”. Sarà il primo momento in cui entrerà in azione il Piano Sicurezza. Controlli agli accessi del centro storico con relativi conteggi, con una novità: da Via Palestro si potrà sia entrare che uscire. Niente palchi, ma musica diffusa in Piazza di Città, Via Palestro e Piazza Ottinetti. Tutti i partecipanti sono invitati a postare su Instagram le foto delle proprie maschere con l’hashtag #maschereinmusica2019.  

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