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Arrivederci al 6 gennaio 2027

Martedì di Carnevale – Il Gran Finale

La città di Ivrea si prepara a vivere il suo giorno più intenso: il Martedì di Carnevale, atto conclusivo dello Storico Carnevale di Ivrea. È la terza e ultima giornata di Battaglia, il momento in cui tradizione, energia e sentimento collettivo si fondono in un'unica, grande emozione.

La mattina si apre con il Palio degli Aranceri, preludio simbolico alla giornata decisiva. Poco dopo, la città si raccoglie attorno al Corteo Storico e, contemporaneamente,  si dà avvio all'ultima, attesissima Battaglia delle Arance: le squadre a piedi e i carri da getto tornano nelle piazze per il gran finale.

Il pomeriggio è un crescendo di energia e partecipazione. Il fragore delle arance, i colori, il ritmo dei tamburi e l'entusiasmo del pubblico accompagnano le squadre nelle fasi finali della giornata. L'azione nelle piazze si intreccia al rispetto delle regole e al forte senso di appartenenza che da sempre caratterizza il Carnevale.

Al termine, in Piazza di Città, si svolgono le premiazioni ufficiali: le Squadre a piedi sono valutate secondo tiro, immagine e correttezza; Pariglie e Tiri a Quattro secondo cavalli, finimenti e guida, allestimento e tiro. È un momento di orgoglio e gioia condivisa, attraversato da un velo di malinconia per una festa che volge al termine.

Con il calare della sera, l'atmosfera cambia. L'adrenalina lascia spazio alla solennità dei riti conclusivi. Il Corteo Storico si rimette in marcia verso le parrocchie cittadine – San Maurizio, Sant'Ulderico, San Lorenzo, San Salvatore e San Grato – per l'abbruciamento degli Scarli.

Lo Scarlo, alto palo rivestito di erica secca con in cima un tricolore, è l'elemento più antico del Carnevale. Le fiamme che lo avvolgono nella sera del martedì sono simbolo di vitalità e buon auspicio: nel rito rivivono la rivolta popolare, l'incendio del Castellazzo, la libertà conquistata, la fine del vecchio e l'inizio del nuovo.

I piccoli Abbà, lanterna alla mano, preceduti da Pifferi e Tamburi e accompagnati dal Generale e dallo Stato Maggiore a cavallo, raggiungono le piazze. I due Abbà del Rione smontano, compiono il giro rituale attorno allo Scarlo e, guidati dall'Ufficiale che li tiene per mano, ricevono la fiaccola accesa: la fiamma si leva e la piazza trattiene il respiro.

L'emozione raggiunge l'apice davanti allo Scarlo di San Salvatore, acceso in Piazza di Città alla presenza della Vezzosa Mugnaia. In piedi sul cocchio dorato, la Mugnaia leva alta la spada – simbolo di libertà e riscatto – finché la bandiera in cima allo Scarlo non è completamente consumata dal fuoco. Il Generale, ritto sulle staffe, rende il saluto militare. Più rapidamente le fiamme risalgono il palo, più la folla accompagna il rito con l'invocazione beneaugurante: "A brusa! A brusa!".

Bruciando l'albero si affida al passato ciò che è stato: alle soglie della primavera la città si apre a una nuova stagione. Il fuoco rende sacro ciò che lambisce e lo restituisce rinnovato nel suo significato più profondo.

La marcia prosegue fino a San Grato per l'ultimo abbruciamento. Qui il Generale scende da cavallo, conduce l'animale al morso e dà avvio alla Marcia Funebre. I Pifferi e Tamburi intonano una pifferata lenta e intensa; gli Ufficiali trascinano le sciabole sul selciato; i cittadini – con il berretto frigio sul capo – seguono in silenzio. È il momento più raccolto, in cui la festa si fa memoria condivisa.

In piazza Ottinetti il Generale si congeda dai Pifferi e Tamburi, ringraziandoli simbolicamente come un tempo per il soldo della campagna. Tutti si scambiano il tradizionale saluto: "Arvédze a giòbia 'n bot". Tenendosi a braccio e cantando la Canzone del Carnevale, il Generale e lo Stato Maggiore si recano di corsa al Palazzo Municipale.

L'ultimo atto si compie qui. Il Generale passa in rassegna lo Stato Maggiore, appunta sul petto dei propri Aiutanti di Campo le insegne della Campagna, depone i simboli del potere e toglie l'obbligo del berretto frigio. Il Sostituto legge il verbale di chiusura: con quel gesto solenne si conclude ufficialmente il Carnevale.

Si chiudono giorni di colori, amicizie e intensa partecipazione civica. Ivrea saluta la sua festa più identitaria con emozione e orgoglio, già pronta a ritrovarsi, ancora una volta, al prossimo Carnevale.

Martedì 17 febbraio 2026
Martedì di Carnevale

ore 11.00
Palio degli Aranceri in piazza Ottinetti.

ore 13.00
Inquadramento dei Carri da getto in corso M. d'Azeglio

ore 14.00
Inizio della Marcia del Corteo Storico e sfilata dei gruppi ospiti.
Battaglia delle arance

ore 18.00
Premiazione delle Squadre degli aranceri a piedi e dei carri da getto in Piazza di Città.

ore 20.15
Partenza del Corteo Storico per l'abbruciamento degli Scarli delle Parrocchie di San Maurizio, Sant'Ulderico e San Lorenzo.

ore 21.30
Abbruciamento dello Scarlo della Parrocchia San Salvatore alla presenza della Vezzosa Mugnaia in Piazza di Città.

ore 22.15
Abbruciamento dell'ultimo Scarlo, Parrocchia di San Grato in piazza Lamarmora
Marcia funebre. 

ore 22.45
Tradizionale saluto "Arvédze a giòbia 'n bot" in piazza Ottinetti.
Dopo la fine della marcia in piazza Ottinetti, il Generale e lo Stato Maggiore tenendosi a braccio e cantando la Canzone del Carnevale si recano di corsa al Palazzo Municipale.

ore 23.00
Verbale di chiusura in Piazza di Città.

Programma  Martedì 17 febbraio 2026 Martedì di Carnevale

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